Renzo Brando iniziò la sua carriera da calciatore professionista nella stagione 1963/64, quando fece il suo debutto nella Serie B con la maglia del Prato. Nonostante una stagione difficile per la squadra, Renzo riuscì a farsi notare dai tifosi e dallo staff tecnico grazie alle sue prestazioni solide e determinate in campo. Durante quella stagione, Renzo disputò due partite, dimostrando notevoli doti difensive e una grande resistenza fisica.
Nella stagione successiva, nel 1966/67, Renzo firmò un contratto con il Cagliari, approdando così in Serie A. Nonostante avesse giocato solo una partita durante la sua stagione con il Prato, la sua determinazione e il suo talento convinsero il Cagliari ad ingaggiarlo. Il suo primo anno in massima serie fu un'esperienza di crescita e adattamento per Renzo. Pur non giocando molte partite, riuscì a farsi valere e a dimostrare il suo valore sul campo.
Il 1966/67 fu anche un'importante stagione per il Cagliari, che riuscì a raggiungere un eccellente quarto posto in campionato. La squadra riuscì a vincere contro squadre come l'Inter e la Juventus, dimostrando di essere una forza competitiva nel calcio italiano. Renzo contribuì a questo successo con la sua dedizione e il suo impegno costante durante gli allenamenti e le partite.
Anche se Renzo Brando non riuscì a giocare molti minuti in campo durante le sue prime stagioni da professionista, la sua costanza e la sua volontà di migliorarsi lo resero un membro prezioso delle squadre in cui militò. La sua carriera era appena agli inizi e c'erano ancora molte sfide da affrontare, ma Renzo si dimostrava sempre pronto ad accettarle e a superarle con il suo impegno e la sua determinazione.
Renzo Brando avrebbe continuato a giocare a calcio ed a lavorare duramente per raggiungere i suoi obiettivi nel corso degli anni successivi. Le sue prestazioni in campo gli avrebbero permesso di guadagnarsi un posto importante nella storia del calcio italiano e di diventare un punto di riferimento per molti giovani calciatori. La sua passione per il gioco e la sua dedizione costante gli avrebbero aperto le porte per nuove sfide e nuove opportunità nel mondo del calcio.