Piero Gardoni (Bérgamo, 12 febbraio 1934 - dintorni di Sarnico, 15 dicembre 1994) è stato un coraggioso difensore di calcio italiano che ha giocato negli anni '50 e '60, famoso per essere il capitano che ha sollevato l'unico trofeo nella storia dell'Atalanta Bergamasca Calcio, la Coppa Italia della stagione 1962-1963.
Gara
Nonostante sia nato a Bergamo, a Gardoni è costato anni di carriera diventare profeta nella sua terra, fino a diventare un emblema della Dea.
Nel 1953, Gardoni lasciò la squadra giovanile, venendo prestato fino a tre volte. Prima si mise alla prova con la modesta squadra del Caravaggio (Italia). Dopo una stagione, si trasferì al Marzoli e successivamente all'Associazione Calcio Reggiana 1919 della Serie C, vincendo il campionato nella stagione 57-58. Nel 1958, fu annunciato il ritorno di Piero nella sua squadra di città, rimanendovi fino al 67. Fu qui che ottenne i suoi maggiori successi come calciatore, vincendo la Serie B nella stagione 58-59 e quella Coppa Italia con la vittoria dell'Atalanta Bergamasca Calcio per 3-1 sul Torino Football Club il 2 giugno 1963. Nonostante abbia vestito la maglia blu e nera in 213 occasioni, riuscì a segnare solo un gol, contro il Vicenza Calcio.
Carriera come allenatore
Ha allenato solo per una stagione, la 72-73, nell'umile Cisanese della regione lombarda.
Decès
A 60 anni, gli è stata diagnosticata una malattia che avrebbe avuto un impatto significativo sul suo stato emotivo, diventando un motivo per tentare il suicidio nel mese di dicembre. I media hanno riportato le dichiarazioni di sua moglie, che affermava che lui era uscito a fare una passeggiata e non era più tornato a casa. Dopo averlo cercato, hanno trovato il suo corpo senza vita nel fiume Oglio, un affluente del fiume Po, vicino alla località di Sarnico.
Eredità
Piero Gardoni è già storia dell'Atalanta Bergamasca Calcio grazie al suo leadership verso il primo grande titolo degli italiani. Il suo modo di giocare era difensivo e ruvido, in linea con il suo tempo, mettendo da parte l'estetica per diventare un muro invalicabile. Chi lo ha visto giocare, ha sottolineato il suo impegno e la sua grinta, la sua affidabilità nel fermare gli attaccanti. Il carisma del giocatore era tale che il cantautore italiano Luciano Ravasio gli ha dedicato una canzone chiamata "Ol Piero".