Carriera di Fermo Favini

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Carriera con i suoi club
SquadreP
PGSMSMINAgePts.ELO
Reggiana
Reggiana
1965/66
40000440360305.449
Serie B
Serie B
40000440360'305.449
Brescia
Brescia
1964/65
90000990810295.852
Serie B
Serie B
80000880720'295.852
Coppa Italia
Coppa Italia
1000011090'285.449
Brescia
Brescia
1963/64
50000550450285.552
Serie B
Serie B
50000550450'285.552
Brescia
Brescia
1962/63
280000282802520276.956
Serie B
Serie B
270000272702430'27756
Coppa Italia
Coppa Italia
1000011090'264.740
Brescia
Brescia
1959/60
35300035350315024766
Serie B
Serie B
353000353503150'24766
Brescia
Brescia
1958/59
325000323202880237.266
Serie B
Serie B
324000323202880'237.266
Coppa Italia
Coppa Italia
010000000'22064
Brescia
Brescia
1957/58
399000393903510227.365
Serie B
Serie B
337000333302970'227.264
Coppa Italia
Coppa Italia
62000660540'226.365
Como
Como
1956/57
313000313102790216.857
Serie B
Serie B
313000313102790'216.857
Como
Como
1955/56
142000141401260206.950
Serie B
Serie B
142000141401260'206.950
Como
Como
1954/55
12000012120108019643
Serie B
Serie B
120000121201080'19643
Riassunto carriera
SquadreP
PGSMSMinAgePtsELO
Reggiana40000440360306.149
Brescia14817000148148013320296.252
Como575000575705130216.457

Fermo Favini, uno dei grandi talenti del calcio italiano, ha avuto una carriera che lo ha visto giocare in diverse squadre e campionati.

La sua carriera inizia nel 1954/55 quando, giovanissimo, viene ingaggiato dal Como, squadra che milita in Serie B. Benché ancora in fase di maturazione, Favini riesce a ottenere delle presenze importanti nel corso della stagione, giocando 12 partite.

Nella stagione successiva, Favini continua a giocare nel Como, questa volta collezionando 14 presenze e segnando 2 gol, dimostrando così le sue abilità di attaccante.

Il 1956/57 rappresenta una svolta per Favini, che si afferma definitivamente nella squadra comasca. In questa stagione, gioca 31 partite e segna 3 gol, diventando uno dei protagonisti del Como in Serie B.

Tuttavia, il suo talento non passa inosservato e attira l'attenzione di squadre di categoria superiore. Nel 1957/58, Favini viene ingaggiato dal Brescia, che milita anch'essa nella Serie B. In questa sua prima stagione con la nuova squadra, si fa notare con prestazioni eccellenti: 33 presenze e 7 gol in campionato, e 6 presenze e 2 gol in Coppa Italia.

Il 1958/59 è un altro anno di successi per Favini al Brescia. Gioca 32 partite di campionato, segnando 4 gol, e contribuendo anche in Coppa Italia con un gol segnato.

La stagione successiva, Favini è nuovamente un punto fermo nella formazione del Brescia, giocando 35 partite di campionato e segnando 3 gol. La squadra riesce ad ottenere risultati importanti, grazie anche alle prestazioni di Favini, raggiungendo i play-off per la promozione in Serie A.

Dopo tre stagioni convincenti a Brescia, Favini decide di accettare una nuova sfida e nel 1962/63 si trasferisce ancora in Serie B, questa volta alla Reggiana. Nonostante la nuova maglia, il calciatore dimostra ancora una volta il suo valore, giocando 27 partite di campionato e una partita di Coppa Italia.

Nelle stagioni successive, Favini continua a militare alla Reggiana, ma le presenze in campo si riducono a causa di infortuni che gli impediscono di esprimersi al meglio. Nel 1963/64 gioca 5 partite, mentre nel 1964/65 ne gioca solo 8. In quest'ultima stagione ha anche una breve apparizione in Coppa Italia con una sola partita disputata.

La sua carriera si conclude nella stagione 1965/66 con la Reggiana, giocando solo 4 partite. Nonostante la delusione per la fine prematura della sua carriera calcistica, Favini rimane uno dei giocatori più amati sia a Como che a Brescia, ricordato per il suo talento e la sua determinazione in campo.

Dopo il ritiro, Fermo Favini continua ad essere coinvolto nel calcio, diventando un allenatore molto rispettato. La sua esperienza e la sua competenza gli permettono di guidare con successo diverse squadre nelle serie minori del calcio italiano, dove riesce a far emergere giovani talenti e a ottenere importanti risultati. La sua passione per il calcio rimane intatta e continua ad essere considerato una leggenda del Brescia e del Como.